Commento al Vangelo

Amore: un mistero che salva

Il Vangelo commentato dai giovani e dai salesiani. Prenditi un tempo di meditazione sulla Parola di Dio.


SS. Trinità

Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 3, 16-18


«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per

mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Commento

Quando vuoi tanto bene a qualcuno, faresti di tutto per lui.
Allo stesso modo, Dio fa di tutto per noi perché ci ama: il misterioso amore di Dio Padre arriva fino a dare la vita di suo Figlio per la nostra felicità. Un amore smisurato, ma non sempre immediatamente comprensibile: ci vogliono occhi buoni e allenati per scorgere l’abbraccio dal quale ogni giorno siamo avvolti.

Come tutto questo possa accadere è un mistero. Un mistero d’amore. Ma allora, se Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo è un mistero, come possiamo comprenderlo? E come possiamo comprendere il suo amore misterioso per noi? Forse un fatto accaduto a S. Agostino ci può aiutare.

Si narra che una sera d’estate sant’Agostino passeggiasse sulla riva del mare, impegnato a meditare sul mistero dell’Unità e della Trinità di Dio, quando ad un certo punto si accorse che a pochi passi da lui, sul bagnasciuga, c’era un bambino tutto intento a prelevare con una conchiglia l’acqua del mare e a versarla in una piccola buca che aveva scavato. Andava avanti ed indietro, continuando a riempire la conchiglia e a rovesciarla nella buca. Sant’Agostino, incuriosito, gli si avvicinò e gli chiese quale tipo di gioco stesse facendo. Il bambino gli rispose che non era affatto un gioco e che la sua intenzione era quella di far entrare tutta l’acqua del mare all’interno della buca che aveva scavato. Naturalmente, sant’Agostino sorrise e disse: “Mio caro bambino, non vedi quanto grande è il mare e quanto è piccola la tua buca? Come puoi pensare di farci entrare tutta l’acqua del mare?” Il bambino gli rispose: “Caro Agostino…e allora tu spiegami: come puoi pensare che l’infinito mistero di Dio entri tutto nella tua piccola testa?”

Noi non possiamo abbracciare l’oceano, però possiamo immergerci in esso; non possiamo comprendere la Trinità, ma possiamo lasciarci avvolgere da questo mistero d’Amore. Come? Con piccoli gesti: ad esempio rivolgendo ogni tanto il pensiero a Dio e raccontandogli quanto viviamo per qualche breve minuto, facendo piccoli gesti di bene per gli altri, stando davanti ad una croce, provando a prenderci cura della nostra anima.
L’Amore salva, è un mistero, ma salva. Provare per credere.

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