Cammini MGS

Chi segui? 1 incontro MGS Triennio

Nel weekend tra il 25 e il 26 Novembre si è tenuto a san Donà di Piave il primo incontro del Cammino Triennio MGS


Chi segui? 

Nel weekend tra il 25 e il 26 Novembre si è tenuto a san Donà di Piave il primo incontro del Cammino Triennio MGS; un percorso che vuole coinvolgere i giovani dalla terza alla quinta superiore delle case dell’Ispettoria e accompagnarli nella scoperta di una vita che, attraverso amici, famiglia e comunità cristiana, se accoglie Gesù nel quotidiano diventa piena.
Erano un centinaio, tra ragazzi, equipe e accompagnatori. Il clima è stato fin da subito allegro e bello, famigliare dove ognuno poteva dire “Qui si sta bene!”.

Fin dai primi momenti i ragazzi hanno preso con molta serietà e disponibilità l'incontro; in ogni cosa che veniva proposta, dal gioco assieme ai momenti di preghiera ai più introspettivi momenti formativi, si sono buttati e fidati di quello che veniva proposto. 

Il primo momento formativo è iniziato con San Giovanni Paolo II che ci diceva "Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo. Cristo sa quello che c'è nell'uomo, solo lui lo sa!"; queste parole, scelte appositamente per preparare i cuori, liberandoli dal timore, a ciò che sarebbe stato proposto nelle ore del sabato pomeriggio e della domenica mattina. Il tema che si è voluto affrontare in quei due giorni sandonatesi è quello della famiglia; un tema tanto quotidiano, quanto delicato: ogni ragazzo si è sentito provocato dal tema che aveva come sfondo mettere in luce la storia di salvezza che ognuno può trovare dentro le fatiche, delusioni, gioie, affetti e prove che è chiamato a vivere.
Partendo dalla famiglia di Gesù, risalendo ai suoi antenati da parte di Giuseppe si è scoperto che Gesù, il figlio di Dio, non aveva una famiglia perfetta, anzi! Ma come può essere una cosa simile? Eh già, anzi tra i suoi antenati ne hanno combinate di tutti i colori. Basta pensare alla storia di Davide. Questo a cosa ci serve? Per sentirci meglio noi stessi? In realtà serve per dire che anche se la nostra famiglia non è perfetta, anche se la nostra vita non ci sembra perfetta e a volte vediamo solo le cose che non vanno, il Signore ci ha pensati proprio in quel punto della storia, con quelle persone e con quelle relazioni. Proprio lì, proprio in questa storia che a volte può sembrare così complicati, c’è la nostra salvezza. Allora è nostro dovere avere cura di ciò che abbiamo nella nostra quotidianità; è fondamentale non arrendersi all’idea che “Non ne vale la pena!” perché se Gesù vuole entrare nella mia storia chi sono io per dire che quella storia non vale la pensa di essere vissuta così com’è? Se lasciamo entrare Dio nella nostra vita, anche quello che ci fa più schifo di noi, anche i limiti che abbiamo possono essere trasformati! 

Tutta questa difficile ma meravigliosa scoperta è stata resa possibile anche grazie all'allegria di queste giornate e la voglia di mettersi in gioco di tutti quanti; i momenti informali, come i pasti o le ricreazioni, hanno fatto sì che ci si potesse incontrare davvero. Questo è stato il valore aggiunto!  Nell’allegria delle giornate, alcuni ragazzi hanno anche portato dei Pandori da Verona per condividerli con tutti i presenti e rendere la serata e la cena ancora più speciale.

Come ogni incontro MGS che si rispetti abbiamo potuto vivere anche momenti di preghiera e di adorazione, riflettendo sul vangelo delle opere di misericordia e provando a dare il tempo del silenzio davanti a Gesù Eucarestia come momento per lasciar depositare tutte le provocazioni ascoltate. Anche le più familiari figure di Main (Maria Domenica Mazzarello) e don Bosco hanno accompagnato la riflessione sul tema della famiglia: è stato molto interessante ascoltare come questi due santi hanno vissuto l’esperienza di famiglia, e come, nella diversità dei vissuti, si sono fatti famiglia per tanti giovani. 
La messa ha concluso l’incontro di due giorni e le parole ascoltate ci hanno parlato di un Dio “mendicante”, che ci chiede di essere dissetato, sfamato, vestito... E se lui lo fa, abilita anche noi a poter essere bisognosi e ci insegna che siamo amabili, così come siamo.
Ora non resta che rivederci il 3-4-5 Gennaio a Mezzano, assieme al gruppo Ricerca e Faccia a Faccia. 

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