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Embrioni amati dall'Eternità

Partendo dalla domanda su chi sia l'uomo e da dove viene, è possibile comprendere il motivo per cui una politica in favore della vita sia resa necessaria dalla ragione prima ancora che dalla fede. Se la ragione è la misura di tutte le cose, allora a contare sono solo l'opinione e gli stati d'animo. Ben diverso è se la ragione è concepita come una finestra sull'Infinito...


Embrioni amati dall'Eternità

Nella confusione in cui viviamo, in cui non si riconoscono più né il Mistero né la presenza del Divino fatto carne in Cristo, e quindi la dignità unica e irripetibile dell'uomo, la sfida è di renderci conto che siamo creature amate dall'eternità. I pazienti della mia clinica in Paraguay che si trovano in uno stato vegetale sono apparentemente inutili, ma io vedo in loro il riverbero, i riflessi e il vibrare dell'Essere. Allo stesso modo, quel piccolo nucleo che può essere l'incontro tra lo spermatozoo e l'ovulo umano è già la presenza del Mistero. Io devo solo riconoscerlo, adorarlo e abbracciarlo.

Lo vedo nella mia situazione in cui l'ipotesi di un Parkinson mi blocca. La vita vale perché è, non perché si svolge in una certa maniera. L'uomo è stato pensato dall'eternità: "Prima di formarti nel ventre di tua madre, io ti ho conosciuto e ho pronunciato il tuo nome". L'uomo è frutto del pensiero di Dio.

In molti si chiedono come si possa spiegare queste cose a chi non crede in Dio, ma in realtà non si tratta di fornire una spiegazione. Dalla mia amicizia con il presidente della Repubblica del Paraguay, Federico Franco, è nata una politica che va in una direzione totalmente opposta rispetto a un tempo. In un suo recente discorso ha parlato di "rispetto della vita umana dall'inizio all'ultimo istante", e il motivo è che viene da un'esperienza umana nella quale la ragione è guardata nella sua totalità di fattori. Sul concetto di genere, oltre che su aborto ed eutanasia oggi ha un'altra visione rispetto a un tempo.

Dobbiamo realmente ripartire dalla domanda su che cosa siano l'uomo e la ragione, perché è da qui che si può costruire un dialogo. Tutto il resto è soltanto una questione di voti e di convenienza politica. Partendo dalla domanda su chi sia l'uomo e da dove viene, è possibile comprendere il motivo per cui una politica in favore della vita sia resa necessaria dalla ragione prima ancora che dalla fede. Se la ragione è la misura di tutte le cose, allora a contare sono solo l'opinione e gli stati d'animo. Ben diverso è se la ragione è concepita come una finestra sull'Infinito, e permette di avere l'umiltà di riconoscere che comunque c'è qualcosa più in là di ciò che possiamo pensare e immaginare.

Otto mesi fa nella mia clinica in Paraguay abbiamo ricoverato un ragazzo che quando è arrivato voleva togliersi la vita, e che ieri è morto per la sua malattia con gli occhi rivolti al cielo e dicendo "Grazie Gesù". Molti sono nella posizione in cui era lui perché non hanno mai incontrato la verità del cristianesimo, come esperienza di vita e come risposta a una domanda essenziale della ragione che si affanna in ogni istante per aprirsi all'infinito.

È quindi una questione di testimonianza. Il mio ospedale in Paraguay è la testimonianza di un fatto possibile perfino a livello di struttura, che dice che cosa è la ragione e rappresenta un'apertura senza confini a tutte le persone. Di recente sono stato chiamato a parlare come relatore ufficiale alla Banca Mondiale di Washington su come il Terzo Mondo possa auto-sostenersi. Quando hanno capito che la mia posizione sull'omosessualità era molto differente rispetto alla loro ideologia, il mio ruolo ufficiale è stato cancellato. Da un lato erano affascinati dall'esperienza che avevano visto in me, ma dall'altra c'è una specie di rabbia perché c'è un fatto che si impone.

Il nostro lavoro è quindi quello di risvegliare la ragione, perché senza questo risveglio e questa offerta di testimonianza su che cosa è la ragione nella sua verità, è impossibile dare una risposta a domande come quella se una vita valga sempre e comunque la pena di essere vissuta. È facile per esempio condannare il comunismo per le sue conseguenze, ma ciò che va messo in discussione è la concezione di uomo che sta alla sua base. Cioè se per me l'uomo è il frutto del Mistero, o una "passione inutile" come dice Sartre, e un "essere per la morte" come dice Heidegger. Dobbiamo confrontarci e approfondire il punto di partenza, perché altrimenti sul resto diventa impossibile capirsi.

Aldo Trento

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