Originali, non fotocopie - Meeting MGS Ragazzi 2025

Una giornata indimenticabile per 1400 ragazzi delle medie

Il mio primo Meeting MGS Ragazzi: che bomba!

Ciao! Mi chiamo Luca, ho 13 anni e frequento la terza media. Voglio raccontarti due giornate che non dimenticherò mai: il pre-meeting e il Meeting MGS Ragazzi all'Astori di Mogliano Veneto. È stato incredibile!

Tutto è iniziato sabato pomeriggio. Io e altri ragazzi della mia età siamo arrivati a Mogliano per prepararci a fare gli animatori il giorno dopo. All’inizio ero un po’ agitato, pensavo: “Ce la farò? Sarò capace?”. Ma poi, appena siamo entrati, ho capito che non ero solo. Eravamo in tantissimi!

Ci hanno fatto fare attività per conoscerci, abbiamo parlato di cosa significa essere animatori e ci siamo messi in gioco con prove, giochi e idee da costruire insieme. Io ero in uno degli stand e ci siamo preparati a rendere la domenica una vera festa per gli altri. Mi sentivo carico a mille, anche se un po’ stanco.

La domenica è iniziata con tantissima gente, tipo 1400 ragazzi! Venivano da un sacco di posti: parrocchie, scuole, oratori... è stato pazzesco vedere così tanta gente tutta insieme!

La mattina abbiamo visto uno spettacolo teatrale fatto dai ragazzi del MGS Play. Parlava di una macchina, si chiamava Tok, che prendeva le decisioni al posto dei protagonisti. Ma poi si rompeva… e da lì partiva un viaggio per riscoprire chi siamo davvero. Era divertente, ma anche profondo. Mi è piaciuto un sacco quando i personaggi capivano che essere originali è molto più bello che copiare gli altri. La frase che mi è rimasta in testa è quella di Carlo Acutis: “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie.”

Dopo lo spettacolo c’è stata la Messa. Non era noiosa come a volte capita: c’era musica, silenzio, ma soprattutto parole che arrivavano al cuore. Don Francesco ci ha parlato di Dio come un Padre che ci ama, sempre, anche quando sbagliamo. Mi sono sentito davvero accolto.

Nel pomeriggio è arrivato il nostro momento! Tutti noi ragazzi di Terza Media (quelli arrivati il sabato) ci siamo messi ai nostri stand per accogliere i gruppi. C’erano moltissime sfide, giochi a tema, prove di abilità, … io ero al gioco del tiro alla fune e ho riso tantissimo vedere le squadre che si sfidanvano a vedere chi aveva più forza. Vedere i bambini felici mi ha fatto sentire fiero, come se avessi fatto qualcosa di importante.

Mi sono divertito un sacco, ho fatto nuove amicizie, ma soprattutto ho capito che posso essere utile, anche alla mia età. Essere animatore non vuol dire solo far giocare gli altri, ma anche mettersi a disposizione, essere un esempio, sorridere e ascoltare. E poi, diciamocelo, è pure divertente!

Sono tornato a casa stanchissimo, ma con il cuore pieno. Ora so che voglio continuare su questa strada: voglio essere un animatore vero, uno che fa la differenza. Perché io non voglio essere una fotocopia. Io voglio essere me stesso, originale e unico, proprio come ci ha insegnato Carlo.

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