La Croce – L’Amore che si Dona

Quaresima di Speranza 2025. Camminiamo insieme verso la Pasqua con Carlo Acutis.

Jametlene Reskp Jametlene Reskp

Carlo Acutis aveva compreso che la croce non è solo sofferenza, ma il più grande atto d’amore. Guardava alla Passione di Cristo non con paura, ma con la certezza che lì si trovava il senso della vita: donarsi per gli altri.

Quando gli fu diagnosticata la leucemia fulminante, non si ribellò, non si lamentò. Disse semplicemente: “Offro tutto per il Signore, per il Papa e per la Chiesa.” In quel momento, la sua fede non era solo parole, ma una consegna totale. La malattia, invece di spegnerlo, lo rese ancora più luminoso.

Carlo viveva il Vangelo con radicalità, e la croce ne faceva parte. Fin da piccolo aveva imparato a rinunciare a qualcosa per il bene degli altri. Digiunava da piccole cose, offriva sacrifici, faceva scelte che agli occhi del mondo potevano sembrare scomode, ma che per lui erano passi concreti verso Dio.

Diceva: “Più Eucaristie riceveremo, più diventeremo simili a Gesù e già su questa terra pregusteremo il Paradiso.” Sapeva che la croce non è l’ultima parola, ma la via per la Risurrezione. Anche nei suoi ultimi giorni, pur tra dolori intensi, non smise mai di sorridere e di guardare al Cielo.

La Quaresima ci porta davanti alla croce e ci chiede di non temerla. Carlo ci mostra che non è un peso insopportabile, ma l’occasione per amare fino in fondo. Non c’è vero amore senza sacrificio, e non c’è vera gioia senza donazione.

La croce, per Carlo, non era una sconfitta. Era la sua porta verso Dio.

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